2017 Las Vegas Summer League: Los Angeles Lakers vs Boston Celtics 81-86

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I Lakers scendono nuovamente in campo nella Summer League di Las Vegas, a 24 ore esatte dalla sconfitta in overtime contro i Clippers. Nel pre-game il club gialloviola rende noto che la Summer League di Brandon Ingram è già giunta al termine, dopo solamente una gara disputata. Evidentemente i Lakers non intendono rischiare ricadute, dopo i crampi accusati dal numero 14 sul finire del derby angeleno e tocca dunque ai compagni onorare l’impegno di serata che li vede opposti ai Boston Celtics guidati dalla splendente stella di Jayson Tatum.

Naturalmente era tanta l’attesa per la performance di Lonzo Ball, dopo la stecca alla prima in maglia gialloviola e chi già parlava impropriamente – dovremmo dire follemente – di bust è stato servito. Tripla doppia e triplo 11 per Ball, grande protagonista dell’avvio sparato dei Lakers (11-0), sia concludendo in prima persona con l’unica tripla realizzata nella serata, sia servendo assist al bacio e guidando contropiede in maniera magistrale, come non si vedeva dai tempi del signore che assiste dalla tribuna e che ufficialmente oggi riveste la carica di presidente delle basketball operations in casa losangelina.

Jud Buechler with Lonzo Ball #2, Los Angeles Lakers vs Boston Celtics (Photo by Garrett Ellwood/NBAE via Getty Images)

Nella serata di Lonzo stride solamente la percentuale al tiro, ancora da rivedere (5 su 13, 1 su 5 da 3), ma la personalità messa in mostra sia ad inizio partita, sia nel momento di maggiore sforzo per riprendere il match, nel finale di gara (dal 61-71 al 72 pari firmato da Lonzo in layup, sforzo poi pagato negli ultimi due minuti dai giovani e incompleti Lakers), hanno confermato che la seconda scelta del draft 2017 è stata spesa con cognizione di causa. Un pò come la 27 utilizzata per Kuzma, che facendo le veci di Ingram si è rivelato il braccio ideale per la mente gialloviola in casacca numero 2: 31 punti per l’ex Utah University, con la bellezza di 9 rimbalzi e 5 triple messe a segno, oltre ad un notevole 12 su 26 dal campo. Bene anche Hart (15) e Nwaba (13), ancora spaesato Zubac, in campo per soli 16 non indimenticabili minuti, contraddistinti in positivo solamente dall’aver concretizzato una geniale assistenza di Lonzo Ball.

Con Zubac, le altre note negative sono rappresentate dal rendimento della panchina – un solo canestro dal campo, a firma di Pj Dozier, che esordisce finalmente, ma resta in campo soli 3 minuti -, limitata a 4 punti e percentuali inguardabili al tiro. E a proposito di percentuali, da oltre l’arco si registra un ancora una volta deludente 28%, sebbene si tratti di un evidente upgrade rispetto al 15 fatto segnare la sera precedente. Coach Walton – del quale fa le veci Buechler, in questo momento – avrà molto da lavorare per realizzare un sistema alla Golden State Warriors, dove il tiro da tre rappresenta l’arma principale per aprire il campo e dare vita a tutte le altre soluzioni e variabili che quel tipo di sistema prevede. Se i Lakers non acquisteranno giocatori in grado di garantire un apporto determinante da oltre l’arco – perchè al momento nel reparto esterni siamo alla tabula rasa, da questo punto di vista -, la strada del coaching staff rimarrà tortuosa ed in salita.

Dei Boston Celtics c’è poco da dire: erano favoriti e hanno vinto, pur soffrendo più a lungo del previsto, facendosi sorprendere all’inizio e subendo il ritorno dei Lakers nell’ultimo periodo, quando in teoria avrebbero dovuto solo gestire il cospicuo vantaggio.

Lonzo Ball #2, Los Angeles Lakers vs Boston Celtics (Photo by Garrett Ellwood/NBAE via Getty Images)

Mvp di serata naturalmente è  stato Tatum, ancora una volta dominante ed autore di 27 punti, di un canestro quasi da metà campo a fine terzo quarto (che ha conferito ai celtici il primo vantaggio consistente della gara sul +6) e delle solite giocate offensive da attaccante di livello eccelso, con tanto di fade away, crossover, numeri che a quel tipo di altezza rischiano di diventare illegali. Non è una sorpresa per chi vi scrive, ma val bene la pena sottolineare ancora una volta come sia l’ex Duke, al momento, il rookie ad aver impressionato maggiormente nelle summer league estive e ad aver messo in mostra una maturità che a 19 anni non si dovrebbe possedere. Nella notte in cui Markelle Fultz, la prima scelta assoluta per cui i Sixers hanno scambiato la scelta proprio coi Celtics, si “scaviglia” – fortunatamente senza gravi conseguenze – e abbandona i suoi a metà partita, nella sfida ai resti dei Golden State Warriors campioni del mondo, Tatum conferma e incrementa la sua leadership nella classe 2017 dei rookies. Tirando magari un sospiro di sollievo per non essere finito in Pennsylvania, dove l’aria che tira non è sempre cosi salutare per i giovani prospetti scelti dai Sixers. Chiedere per delucidazioni all’ex Noel, ad Okafor, Embiid, Simmons e tutti gli altri, che nelle prime stagioni NBA hanno passato più tempo in infermeria che sul parquet.

Chiudendo e tornando ai Lakers, appuntamento a lunedi notte per il terzo e ultimo confronto della SL di Vegas, coi Sacramento Kings come terzo banco di prova per i giovani gialloviola guidati da un Lonzo Ball che da stamane qualcuno ci penserà due volte prima di definire “Bust”.

Marco Brignoli aka Jaywill_22

Boxscore Espn

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