Meo Sacchetti ufficialmente erede di Messina. L’ennesima mossa a sorpresa di un’ItalBasket senza alcun tipo di progetto

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Meo Sacchetti è il prossimo coach della nazionale dopo gli Europei. Stupore e preoccupazioni nell’ennesimo progetto ItalBasket

ItalBasket

Nella giornata di oggi, esattamente quarantotto ore dopo la delusione per il gesto spregiudicato di Gallinari, l’ItalBasket ha reso noto il nuovo progetto per la nazionale dopo EuroBasket 2017.

Infatti, con l’incarico di Ettore Messina ormai agli sgoccioli, gli azzurri saranno affidati – a partire da settembre – a Meo Sacchetti, neo allenatore della Vanoli Cremona Basket.

Oltre ad un enorme stupore, data la certezza di vedere uno fra Sacripanti – attuale vice di Messina – o Buscaglia – coach dell’under 20 fortemente sponsorizzato dal vice di Popovich – , la notizia ha fatto già tremare diversi tifosi ed appassionati della palla a spicchi.

Al di là delle capacità personali, che in questo caso non vengono messe assolutamente in dubbio, la nomina di Sacchetti preoccupa per tre specifici motivi che la rendono incompatibile con una possibile ripresa del movimento cestistico tricolore.

In primo luogo, si può dire che la mancanza di progettualità da parte della Federazione si è resa ancora più evidente in questo caso.

Ignorando totalmente coloro che già da un anno sono inseriti nel giro della nazionale (Sacripanti e Buscaglia, appunto), e che quindi avrebbero meno problemi ad impostare un determinato tipo di gioco in poco tempo, si sceglie di cambiare, ancora una volta, rotta puntando su un allenatore dalle caratteristiche totalmente diverse sia dall’attuale che da quelli citati.

In questa situazione, la problematica maggiore è determinata dalle qualificazioni mondiali dei prossimi mesi, che si giocheranno nel bel mezzo del campionato (come nel calcio), dove oltre ad avere pochissimo tempo per reimpostare la squadra ci sarà anche l’aggravante di dover trovare giocatori estremamente funzionali al gioco dell’allenatore per avere il massimo risultato.

Meo Sacchetti

A questo significativo elemento, che potrebbe determinare sin da subito le gioie (o i dolori) della futura ItalBasket, se ne aggiunge un altro più che significativo.

Sacchetti, soprattutto negli ultimi anni, si è reso celebre per il numero smisurato di stranieri utilizzati nelle proprie squadre a scapito di quei, pochi nelle sue squadre, giocatori nazionali che riuscivano a calcare i parquet (emblematica è l’ex situazione del figlio, Brian, che spesso e volentieri riscaldava la panchina per molto tempo).

Il dato, non del tutto insignificante se si è stati nominati allenatore della nazionale, apporterebbe ulteriori dubbi sulla scelta data l’abitudine per il coach di giocare con 5 giocatori atletici, per lo più USA, senza avere la minima idea di quali possano essere i punti di forza dei giocatori tricolore.

Ulteriori dubbi, infine, derivano dall’aspetto prettamente tattico.

Rispetto a Messina, che predilige l’azione studiata e il gioco nel pitturato, Meo Sacchetti è il guru del 4 fuori e dell’azione veloce; questo repentino cambio tattico, che dovrà obbligatoriamente esserci nel giro di poche settimane, rischierebbe da un lato di indebolire una nazionale alla continua ricerca di un’identità e dall’altro mettere a repentaglio la corsa al mondiale, con possibile caduta del’ennesimo progetto azzurro in soli quattro anni.

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