Kyrie Irving is a Celtic

Posted on

Alla fine è accaduto veramente.

La combo più letale della NBA – assieme a quella formata da Curry e Durant, appena affrontata nelle Finals – si è separata come da avvisaglie post-draft.

Kyrie Irving ha fatto armi e bagagli e si è trasferito dall’Ohio al Massachusetts, raggiungendo coach Brad Stevens e Gordon Hayward, declassato dopo sole cinque settimane dal suo ingaggio a secondo acquisto più importante del nuovo corso biancoverde, firmato naturalmente Danny Ainge.

Il gm, colui che qualche sprovveduto criticava solamente un paio di mesi fa, ha completato una off-season stellare, nella quale è riuscito ad accaparrarsi i servigi di ben due All-stars e a tempo perso scegliere uno dei migliori prospetti del draft 2017, se non il migliore: Jayson Tatum.

Il prezzo per garantirsi i servigi della Point Guard più immarcabile della Lega – Irving -, è rappresentato dal piccolo grande uomo Isaiah Thomas, il promettente lungo europeo Ante Zizic, l’apprezzatissimo specialista difensivo Jae Crowder e la prima scelta 2018 trafugata ai Nets, che verosimilmente non uscirà dalle prime cinque chiamate.

Se Boston ride, dunque, a Cleveland certamente non si strappano i capelli, nonostante la partenza dell’Mvp “occulto” delle finali 2016. Il rapporto tra lui e Lebron non era più idilliaco e il ruolo da eterno secondo iniziava probabilmente a pesare ad uno dei primi 5 giocatori offensivi del globo.

I Cavs lo sostituiscono con un grande performer come Thomas, non proprio l’ultimo della pista, e in aggiunta godranno di una scelta alta al prossimo draft – per una franchigia vicina al collosso salariale, pura manna dal cielo – e delle prestazioni di Crowder, divenuto nelle ultime due stagioni una sicurezza nella difesa sugli esterni avversari. Prezioso all around, Crowder potrebbe risultare fondamentale a livello difensivo – il vero grande problema dei Cavs della passata stagione -, ma soprattutto consentire a Lebron di giocare stabilmente come ala forte nei frangenti decisivi delle partite, dove il suo dominio tecnico-fisico diventa ancora più marcato, se possibile.

Zizic è il classico fit che serviva per chiudere la trade e che potrebbe rivelarsi un uomo interessante nella rotazione lunghi non proprio esaltante dei Cavs.

Nota a margine: con questa trade, i Cavaliers risparmiano la bellezza di 29 milioni di luxury tax, passando dai 78 dovuti a quota 49. D’accordo, Gilbert è un multimilionario, ma 29 milioni di dollari sono sempre 29 milioni e si sentono, anche per uno come lui. Non è questa la ragione della trade, ovviamente, ma male certo non farà alle casse del club vice-campione del Mondo.

Il tanto atteso terremoto è avvenuto, e in attesa delle immancabili scosse di assestamento – reazioni, presentazioni alla stampa, ecc… -, concluderei con il più classico “e vissero tutti felici e contenti”.

I Celtics, più forti e snelliti nel reparto ali – più spazio a Tatum -, ormai veri e propri contenders ad Est e non solamente pretenders.

I Cavs, usciti rinforzati a livello salariale, hanno guadagnato una top pick e migliorato la qualità difensiva – ok, non con Thomas, ma non è che il #2 fosse un mastino – del roster, senza subire troppo il contraccolpo di perdere i servigi di un fenomeno della portata di Irving.

E quanto ai giocatori, Crowder e Zizic troveranno più spazio e considerazione a Cleveland che a Boston.

Irving diventa di fatto la punta di diamante di una delle favoritissime al titolo NBA e al primato nella Eastern conference – c’era già  abituato, ma solo da braccio destro -, salendo un gradino importante nella sua già entusiasmante carriera.

Isaiah Thomas cambia città e aria dopo l’ultima controversa, bellissima e allo stesso tempo drammatica stagione – l’Asg, il secondo quintetto assoluto della NBA e il titolo di vice cannoniere, ma anche la perdita dell’amata 22enne sorella Chyna in un tragico incidente stradale e l’infortunio che lo ha messo Ko durante le finali di conference – e cerca di ripetere tali prestazioni sportive nel suo contract year, quello che gli permetterà di passare da uno stipendio risibile (circa 6 milioni l’anno, con l’introduzione del nuovo cap è una cifra degna di un comprimario, per non dire delle pippe) ad un pluriennale da 150 milioni che potrebbe offrire serenità economica – eufemismo – alle prossime 10 generazioni della famiglia Thomas.

Jaywill_22

Rispondi

2 thoughts on “Kyrie Irving is a Celtic

  1. Condivido come al solito quasi tutto, anche se su thomas la mia visione è molto diversa … per me ha dimostrato ai playoff di essere una tassa difensiva insostenibile mano a mano che il livello si è alzato.
    In ogni caso credo sia una delle poche trade in cui sono tutti felici

    1. Troppi hangout con Roby :))

      Thomas è un grande giocatore, ma troppo piccolo per reggere in difesa, come in effetti era anche Iverson all’epoca. Comunque non potevano uscirne meglio, sia i Cavs che i Celtics.
      La domanda è se Lebron ora abbia interesse o meno ad andarsene.

Top