Tanjevic e l’idea per risollevare il basket nazionale

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Tanjevic lancia la prima vera proposta per rilanciare il basket tricolore. Fra favorevoli e contrari, partono ufficialmente le grandi manovre per risollevare la pallacanestro italiana

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Bogdan Boscia Tanjevic

L’Europeo è ormai un vago ricordo e con la ripresa dei lavori l’ItalBasket sta cercando in ogni modo di risollevare il movimento cestistico nazionale.

Dopo i dubbi sollevati dal numero uno FIP Petrucci – che in passato ha fin troppo sbandierato la bontà delle sue fallimentari idee – e l’arrivo di Bogdan Boscia Tanjevic, come responsabile del settore nazionali, si è arrivati ad una conclusione fin troppo scontata ed evidente da anni: la mancanza di italiani nel nostro campionato.

Il nuovo responsabile del settore nazionali, però, ha subito messo le cose in chiaro e con una mossa a sorpresa ha subito esternato la sua idea per far riprendere il basket tricolore.

La proposta di Tanjevic, infatti, prevede non una vera e propria rivoluzione, che ci sarebbe solamente con lo sviluppo dei settori giovanili – di per sè costosi per le poche squadre che ci investono fin troppi soldi al momento – , ma un primo passo per obbligare i club a puntare sui giocatori italiani.

L’idea è quella di replicare il sistema già applicato in Turchia e Russia, che non ha dato del tutto i frutti sperati, prevedendo due azzurri sempre in campo.

Bogdan Boscia Tanjevic

Con due  italiani sempre sul parquet, le conseguenze – tanto positive quanto negative – sarebbero immediatamente evidenti e porrebbero, almeno in maniera temporanea, un argine all’invasione USA (e passaportati) nel maggiore campionato.

Considerando l’aspetto positivo, si può dire che la visione di Tanjevic gioverebbe, e non poco, alla Lega Basket Serie A sin da subito con la possibilità da un lato di lanciare nuove promesse e dall’altro formando nuovi giocatori per la futura nazionale azzurra.

In questo caso, quindi, ci si concentrerebbe maggiormente sul mercato nazionale, obbligando anche gli atleti a dare il massimo in campo, e contemporaneamente si produrrebbe un mercato interno in grado di esportare giocatori di livello anche all’estero.

Facendo fronte invece alla parte negativa della proposta, quella che è considerata da molti una legge sulla protezione dei panda – che però al momento sembra l’unica soluzione plausibile – avrebbe il merito di abbassare ancor di più il livello del basket nostrano.

In pratica, partendo dall’assunto che occorrono necessariamente più giocatori italiani, si andrebbe a creare un circolo vizioso che avvantaggerebbe chiunque – anche giocatori non proprio degni della categoria – e porterebbe la nostra pallacanestro ad un livello medio/basso.

Questo aspetto, di per sè veritiero almeno per i primi anni, non trova però controproposte valide per risollevare il basket tricolore e quindi rischierebbe di fare di tutta l’erba un fascio a vantaggio del mantenimento di uno status quo che ha prodotto il periodo sportivo attuale.

In ogni caso, la prima vera idea per cambiare rotta è stata lanciata ed ora solamente il tempo e il campo permettaranno di capire se la soluzione sarà o meno benevola nei confronti di un movimento fin tropo bistrattato in questi ultimi anni.

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5 thoughts on “Tanjevic e l’idea per risollevare il basket nazionale

  1. Si possono imporre tutti gli italiani in campo che vogliamo, ma finché non cambiano l’approccio – come per tutti gli altri sport di squadra in crisi perenne ormai – generale al “sistema”, sarà nera per ancora tanti anni.

  2. Petrucci purtroppo è una tassa che dobbiamo continuare a pagare. Per me i settori giovanili devono anche però ripartire da un doveroso lavoro sulla parte tecnica, troppo spesso trascurata.La proposta mi lascia perplesso.

  3. L’obbligo di italiani in campo, non è e non sarà mai la soluzione. Per tutte le ragioni esposte da Alessandro nel suo condivisibile pezzo.
    Il basket italiano non ha proprio bisogno di calare ulteriormente il già non eccelso livello, che ahinoi non è dovuto solo a problematiche di natura tecnica. Basti pensare ai palasport tedeschi, francesi o spagnoli e poi ai nostri. E qui mi fremo, discorso troppo lungo.
    Situazione complicata, uscirne lo sarà ancora di più

    1. Verissimo Jay. Il problema è che avendo gentaglia come Petrucci ai vertici, se non fai qualcosa rischi di finire sempre più nel baratro. Boscia, fortunatamente, è una testa di cazzo e nonostante le leccate di Fip e LegaBasket farà di testa sua altrimenti se ne andrà e ci sarà poco da stare allegri.

      1. Ecco l’altro punto sul quale sono totalmente d’accordo con te.
        Petrucci ancora li a dettare legge, dopo tutti i casini che ha fatto, è la testimonianza della salute del basket italiano. In coma da ormai 15 anni

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