Los Angeles Lakers Week Recap #01 (1W – 2L)

Posted on

Los Angeles Lakers Week Recap #01: prima settimana della nuova stagione NBA intensa per i rinnovati Lakers di Magic e Pelinka, ricca di alti e bassi come verosimilmente sarà tutta la stagione. Week Recap by back9hours.com 

</>

 

Los Angeles Lakers Week Recap #01: LA Clippers @ Los Angeles Lakers 108-92

La stagione 2017/18 dei gialloviola inizia con il derby della City of Angels, allo Staples Center sfida ai rinnovati LA Clippers che – nonostante la cessione di Chris Paul – ambiscono al ruolo di mina vagante della Western Conference. Griffin e Jordan sono una signora coppia di lunghi, mentre gli innesti di Gallinari, Beverley e Teodosic dovrebbero portare qualità e sostanza.

Dopo il ritorno di Magic Johnson, l’arrivo di Rob Pelinka, la cessione di Russell e la scelta di Ball è tornato un moderato interesse – anche grazie a LaVar Ball – intorno ai Los Angeles Lakers. Interesse anche per le rotazioni che deciderà Walton, vista l’abbondanza in certi ruoli e le ottime prestazioni in Summer League e Preseason dall’altro rookie, Kuzma.

Lonzo Ball, Los Angeles Lakers vs LA Clippers
Lonzo Ball, Los Angeles Lakers vs LA Clippers (Lakers.com | NBAE via Getty Images)

Com’era nell’aria – in virtù di quanto visto nelle uscite della Preseason – coach Luke Walton lascia sul pino Randle promuovendo Nance Jr.; Larry completa il quintetto con Ball, Ingram, il redivivo Deng e Lopez. Thomas Bryant e Ivica Zubac inattivi, mentre Kentavious Caldwell-Pope sconta la prima delle due giornate di sospensione. Gli ospiti rispondono con Teodosic, Beverley, Gallinari, Griffin e Jordan.

Match subito in salita per i Lakers, nervosi, imprecisi – 1/11 dal campo – ed incapaci di contenere il pick and roll ispirato da Milos Teodosic. Scintille tra il debuttante Lonzo Ball e il cagnaccio Patrick Beverley che accoglie a suon di trash talk e presenza fisica l’ex UCLA. Jordan Clarkson prova a scuotere l’attacco lacustre ma gli uomini di coach Doc Rivers sono già in controllo, 27-19 a fine primo quarto.

La musica non cambia nel secondo periodo, i Velieri eseguono con efficacia mentre i ragazzi in purple&gold attaccano il ferro in malo modo e non sono mai una seria minaccia dall’arco, solo un discreto finale di quarto rende meno pesante il passivo all’intervallo, 53-42. 11 per Clarkson, 8+7 per Larry Nance Jr. unico a lottare contro Griffin e DeAndre Jordan, già a quota 16 rimbalzi.

Jordan Clarkson, Los Angeles Lakers vs LA Clippers
Jordan Clarkson, Los Angeles Lakers vs LA Clippers (Lakers.com | NBAE via Getty Images)

Il buon avvio di secondo tempo dei Lakers dura pochi minuti perché oltre a non riuscire a concretizzare le poche volte in cui si esegue, la fase difensiva è sulla falsariga della della passata stagione: non pervenuta. Blake Griffin segna come e quanto vuole, Walton prova a pescare dalla panca schierando Kyle Kuzma, Brewer e Randle, ma la sfida è già segnata, 87-63 a fine terzo quarto.

I lacustri crollano, 95-65, e riducono un po’ le distanze solo grazie a qualche buona giocata dei soliti Nance Jr. e JC oltre che del troppo spesso in difficoltà Brandon Ingram. Il Doc dice basta ed ha inizio il garbage time, in cui paiono a loro agio Ennis e Julius Randle. Il finale, 108-92, non rende giustizia alla reale differenza di valore tra le due contendenti.

Per i Clippers doppie doppie per Griffin (29+12) e Jordan (24+14), bene Teodosic, male al tiro Danilo Gallinari 🇮🇹.

Miglior realizzatore lacustre l’esordiente Brook Lopez (20 con 7/19 dal campo), discreto Clarkson (18) mentre Ball (3+9+4, 1/6 dal campo) ed Ingram (12 con 3/15) hanno sofferto troppo la fisicità degli avversari. Disastroso Julius Randle, insofferente per l’esclusione dallo starting five e capace di realizzare un sontuoso -25 di +/-.

  • MVP dei Los Angeles Lakers: Larry Nance Jr., 14+12 con 7/11 dal campo e +3 di +/-.

Box Score ESPN | Team HL by CaCHooKaMan TV

Larry Nance Jr., Los Angeles Lakers vs LA Clippers
Larry Nance Jr., Los Angeles Lakers vs LA Clippers (Lakers.com | NBAE via Getty Images)

Il derby ha confermato alcune delle preoccupazioni emerse nella Preseason: nell’attesa di KCP mancano esterni affidabili dall’arco; quando non si corre il gioco stagna e solo Lopez e Clarkson riescono a crearsi un tiro; Kuzma pare già adesso più affidabile dello scontento Randle.

Ball avrà possibilità per riscattarsi, soprattutto contro avversari meno aggressivi di Beverley, così come Ingram avrà serate migliori al tiro ed aree meno presidiate. Meno tempo per Walton – che assolve Zo…

He made the right pass eight or nine times, We missed layups, we missed open 3’s. That’s not on Zo.

… – ed il coaching staff, perché con la (non)difesa messa in campo dai Lakers è d’obbligo un’organizzazione offensiva di altro livello ed una migliore gestione delle rotazioni.

 

Los Angeles Lakers Week Recap #01: Los Angeles Lakers @ Phoenix Suns 132-130

Dopo il brutto esordio il back2back in Arizona contro i Phoenix Suns sembra l’occasione giusta per far tornare il sorriso ai ragazzi di Luke Walton; il figlio di Bill è alle prese con la luna storta di Randle – che pare non ami partire dal pino – e con il quintetto da proporre in attesa del rientro di KCP. L’inserimento di Luol Deng con Ingram da SG pare non destinato a ripetersi, ed uno tra Brewer e Clarkson potrebbe sostituire l’ex Bulls.

Corey Brewer #3 and Brandon Ingram #14, Phoenix Suns vs Los Angeles Lakers
Corey Brewer #3 and Brandon Ingram #14, Phoenix Suns vs Los Angeles Lakers (Lakers.com | NBAE via Getty Images)

Primo cambio nella starting lineup dei Los Angeles Lakers, con Deng retrocesso tra gli inattivi sostituito da Brewer; Ball, Ingram, Nance Jr. e Lopez gli altri starter. Con il roster falcidiato dagli infortuni, le scelte di coach Earl Watson sono quasi obbligate: Bledsoe, Booker, Josh Jackson, T.J. Warren e Zio Chandler.

La caratura dei Suns non è quella dei Clippers ed il primo ad accorgersene è Brandon Ingram che segna subito 10 punti, così come Ball che può prendere il controllo delle operazioni rendendosi autore sia di iniziative personali che di pregevoli assistenze per i compagni. Le irresistibili difese fanno il resto ed il primo quarto si chiude con un punteggio ad ASG Week-End: 40-36 per gli ospiti.

I Suns provano a scappare ad inizio secondo periodo, ma vengono stoppati dal positivo Kyle Kuzma che segna subito nove punti. Devin Booker risponde colpo su colpo ed il ritmo continua ad essere vertiginoso, tanto che all’intervallo entrambe le squadre hanno scollinato quota settanta, 73-70.

Brandon Ingram #14, Phoenix Suns vs Los Angeles Lakers
Brandon Ingram #14, Phoenix Suns vs Los Angeles Lakers (Lakers.com | NBAE via Getty Images)

Al rientro i gialloviola provano a scappare grazie alle iniziative di Ingram ed all’aggressività di Corey BrewerLarry Nance Jr., il tiro entra anche a Ball che con due triple respinge il rientro di Phoenix, 106-99 a fine terzo quarto.

Il ritmo nell’ultimo quarto torna vertiginoso ed è ancora Lonzo Ball a tenere avanti i lacustri, trovando la via del canestro e servendo i compagni, tra cui l’ottimo Kyle Kuzma. I padroni di casa provano a rientrare nell’ultimo minuto grazie alle triple di Eric Bledsoe e Booker oltre che agli 1/2 dalla lunetta di Brook Lopez ed Ingram. La rimonta dei Soli si infrange sulla block di Nance Jr. e sul ferro, come i liberi di TJ Warren.

Larry Nance Jr., Phoenix Suns vs Los Angeles Lakers
Larry Nance Jr., Phoenix Suns vs Los Angeles Lakers (Lakers.com | NBAE via Getty Images)

Produzione Suns affidata quasi esclusivamente al trio Bledsoe (28), Booker (25+11+8 e sei perse) e Warren (24+8+4).

Primi segnali di vita per lo young core dei Lakers: career high per Ingram (25 con 3/4 dall’arco), ancora ottimo Nance Jr. (14+6 con 2 stoppate); bene Clarkson (17) e Kuzma dalla panca (15); doppia doppia per Lopez (19+11); poco utilizzato l’indolente Julius Randle (solo 11 minuti, 8 punti con 3 falli ed altrettante perse).

  • MVP dei Los Angeles Lakers: Lonzo Ball, che flirta con la tripla doppia (29+11+9) e mette in mostra tutta la sua capacità di condurre il gioco e la transizione.

Box Score ESPN | Team HL by CaCHooKaMan TV

Larry Nance Jr., Phoenix Suns vs Los Angeles Lakers
Larry Nance Jr., Phoenix Suns vs Los Angeles Lakers (Lakers.com | NBAE via Getty Images)

Post game e considerazioni di tutt’altro tono rispetto al precedente match, fermo restando l’esiguo numero di minuti disputati ed il livello – tra i più bassi della Lega – dei Suns.

Ball dopo il difficile esordio si è reso protagonista di un ottimo match, sfruttando le amnesie difensive degli uomini di Watson per costruire per sè ed i compagni; un solo assist l’ha privato del record di più giovane di sempre a mettere a referto una tripla doppia.

Parole importanti quelle spese da Luke Walton…

I think he shot so much because of the way they were defending him. That’s what we want him to do. I’m sure if he gets trapped, he’ll end up making the pass every team. Again, it’s why we think he’s gonna be a special player.

…soddisfatto della prestazione di Zo e compagni ed autore di scelte più ragionate, quanto meno in termini di rotazioni. Che i Lakers della prima uscita non fossero quelli veri, lo crede anche l’altro protagonista del match…

That’s not the identity we wanted to show in our first regular-season game.

…autore di un’ottima prova, compreso il nuovo career high: Brandon Igram.

 

Los Angeles Lakers Week Recap #01: New Orleans Pelicans @ Los Angeles Lakers 119-112

I gialloviola chiudono la prima settimana della stagione ospitando allo Staples Center i New Orleans Pelicans, l’obiettivo dichiarato è quello di provare a raddoppiare immediatamente il numero delle W stagionali. Sfida difficile, poiché gli ospiti possono contare sulla coppia Davis & DMC contro cui i lacustri appaiono disarmati.

Dopo aver scontato le due giornate di sospensione Kentavious Caldwell-Pope viene subito inserito al fianco di Ball nella lineup iniziale, insieme ad Ingram, Nance Jr. e Lopez; coach Alvin Gentry schiera Holiday, Moore, Cunningham, Davis e DMC.

Come da previsioni Boogie & The Brow hanno gioco facile sotto le plance, trovando la via del canestro e chiudendo il pitturato ad Ingram e Ball. Walton prova a smuovere senza successo le acque attingendo dalla 2nd unit ed i Pelicans a fine primo quarto sono già in controllo, 34-22.

Gli unici segnali di vita dai comatosi Lakers arrivano da Jordan Clarkson, le cui iniziative – sempre ai limiti della confusione, ma in quest’occasione efficaci – limitano i danni prodotti dall’urugano DeMarcus Cousins. Coach Luke Walton appare confuso, gli ospiti dilagano sul +22 ed il match sembra seguire la stessa trama vista coi Clippers. Kuzma, JC e KCP colpiscono dall’arco  ispirando un parziale di 11-0 che riaccende le speranze gialloviola, 68-55 all’intervallo lungo.

Kentavious Caldwell-Pope, Los Angeles Lakers vs New Orleans Pelicans
Kentavious Caldwell-Pope, Los Angeles Lakers vs New Orleans Pelicans (Lakers.com | NBAE via Getty Images)

Il terzo periodo inizia nel segno di Anthony Davis, immarcabile per nessuno dei presenti – pubblico compreso – allo Staples; Walton gioca la carta Josh Hart per aggiungere energia a quella sprigionata da KCP, ma il quarto si chiude praticamente con lo stesso gap del precedente, 94-83.

L’ultima frazione si apre nel segno di Clarkson – che segna ed ispira Randle – ed Hart, che in poco più di quattro minuti servono il sorpasso Lakers, sigillato da un lampo di Brandon Ingram, in ombra per quasi tutta la gara per problemi di falli e scelte offensive poco adatte al contesto.

Lonzo Ball è impreciso al tiro ma continua ad innescare JR30 ed il positivo Kyle Kuzma ma la vena lacustre si va via via esaurendo, non trovando praticamente più il canestro dopo il 110-110 mentre New Orleans scappa grazie a Jrue Holiday e Moore, 119-112 il finale.

Kyle Kuzma, Los Angeles Lakers vs New Orleans Pelicans
Kyle Kuzma, Los Angeles Lakers vs New Orleans Pelicans (Lakers.com | NBAE via Getty Images)

New Orleans trova il primo successo della stagione grazie al parziale di 11-0 con ha chiuso una sfida che era sembrata nelle loro mani fin da subito grazie al dominio sotto le plance di DMC (22+11) e Davis (27+17), oltre alla buona serata di Moore (19 e +18 di +/-).

Per i Lakers polveri bagnate per Ball (8 con 3/13 dal campo), capace comunque di smazzare 13 assist nonostante le 5 perse; un passo indietro per Ingram (7 con 5 falli) e Lopez (7+6 con 2/8 dal campo). Positivo l’esordio di Caldwell-Pope (20 con 7/11) anche se durante la rimonta era in panca; giocano tanti minuti Kuzma – ventello per Kyle – e Hart (+21 di +/- in 15 minuti).

  • MVP dei Los Angeles Lakers: Jordan Clarkson, autore di 24 punti e 5 assist in 26 minuti ed unico faro lacustre nei momenti più bui del match.

Box Score ESPN | Team HL by CaCHooKaMan TV

Jordan Clarkson, Los Angeles Lakers vs New Orleans Pelicans
Jordan Clarkson, Los Angeles Lakers vs New Orleans Pelicans (Lakers.com | NBAE via Getty Images)

La squadra di Walton ha iniziato male il match, non trovando la via del canestro e riuscendo poco e male ad innescare la transizione. Le compagini con una frontline di livello – come Clippers e Pelicans – sono ostacoli insormontabili, se i giovani lacustri non riescono ad imporre il loro ritmo.

A differenza di qualche compagno – presente e passato – JC si è calato nel ruolo di panchinaro senza creare problemi al coach, consapevole dei propri limiti e caparbio nel tentativo di limarli e migliorare.

Walton a fine gara elogia lui…

He was struggling in training camp, he was struggling in the preseason.

…e gli altri giovani del roster…

It’s a great learning experience for a lot of those young guys. You get down like that in college — the game’s over for the most part. But in the NBA it’s never over.

…che per una notte hanno oscurato Zo ed Ingram.

 

Tante ombre e qualche luce in questa prima settimana, tuttavia sono troppo pochi i minuti in campo per poter stilare un primo bilancio su Ball, Ingram, Walton e compagnia.

Giovanni Rossi aka odino

 

Segui la stagione 2017/18 dei Los Angeles Lakers su #b9h

4 thoughts on “Los Angeles Lakers Week Recap #01 (1W – 2L)

  1. Il grosso problema di Walton, a mio avviso, è quello di non riuscire a definire le gerarchie: in queste prime sfide si sono alternati in tanti – colpa anche del sovraffollamento in alcuni ruoli – ed a lungo andare questo non paga.
    Diretta conseguenza è l’esecuzione, che senza una chiara delineazione degli interpreti ne risente.
    Vabbeh per ora siamo palla a Lonzo / Ingram e pedalare…

  2. Prima settimana racchiusa in maniera molto efficace nel Megarecap di Odino..ottimo lavoro!
    Entrando nel merito, era alquanto prevedibile un 1-2 (non come sostenevano i soliti pessimisti cronici, 0-3) e cosi è stato.

    Il derby da cancellare senza salvare nulla, a Phoenix si sono viste cose molto interessanti da parte dello young core, mentre coi Pelicans abbiamo rischiato la replica del match d’esordio coi clippers, ma quantomeno abbiamo messo in mostra un minimo di carattere tra fine terzo ed inizio quarto quarto. Almeno si è perso con dignità.

    Comunque Ball va lasciato crescere in pace, i segnali sono ottimi, e Kuzma si conferma la potenziale sorpresa dell’anno. Hart, KCP e Nance fanno intravedere quanto di positivo potranno portare alla causa, in silenzio, ma la grande incognita rimane la stessa dello scorso anno: LUKE WALTON.

    Adesso siamo arrivati ad un anno di Head coaching e, onestamente, non vedo grossi miglioramenti nè nei ragazzi (sono gli stessi di quando sono arrivati, magari progrediscono in un aspetto, ma retrocedono in un altro), nè nel sistema difensivo (inesistente, ancora ai livelli dell’epoca Scott, se vogliamo essere onesti) e anche nella scelta di rotazioni e quintetti siamo ancora all’ABC.
    Deve svegliarsi, Walton, un’altra stagione da 25-30 w, senza scelta al draft, DEVE equivalere alla sua cacciata. Come vediamo spesso nella NBA, ma anche in altri sport (mi vengono in mente calcio, naturalmente, ma anche Football NFL o basket Ncaa), un anno è ampiamente sufficiente per pesare la mano dell’allenatore. E nel caso dell’Ian Ziering dei terremotati, al momento la sua mano è invisibile, o poco ci manca.

    Il tempo della pazienza e del perdono è finito, a breve – alla prima serie di sconfitte precoccupanti – inizierà quello delle bestemmie.

  3. Bene Kuz e un Clarkson efficiente lato offensivo. Ingram ancora deve crescere un poco, ma la stoffa che si intravede è tanta.Bene Lonzo dopo il balbettante avvio contro i Clippers. In pitturato difesa pessima.E non solo per gli avversari incontrati.Mi sembra di vedere un pessimo timing nelle rotazioni e negli aiuti.

Comments are closed.

Top