Focus On… The Unicorn & The Knicks

Posted on

Focus On… The Unicorn & The Knicks: analisi del convincente inizio di stagione del team della Big Apple.

</>

 

Focus On… The Unicorn & The Knicks – The Season: so far, so good

La vittoria per 106-101 contro Utah, suggellata da una tripla di Tim Hardaway Jr. permette ai Knicks di avere un inatteso record di 8-6 dopo le prime 14 partite. Il team della Grande Mela occupa il 5° posto nella EC, a fianco di Bucks e 76ers. Il record è inatteso perché Porzingis e soci erano destinati dalla stragrande maggioranza dei pronostici al fondo della classifica. L’avvio è stato scioccante ed in linea con le previsioni: i Knicks  perdono subito fuori casa contro i Thunder del grande ex ‘Melo (22 per lui), poi subiscono un rovescio interno in volata dopo aver buttato ben 21 punti di vantaggio e subiscono la terza L di fila contro Boston.

Kristaps Porzingis and Carmelo Anthony, New York Knicks vs Oklahoma City Thunder
Kristaps Porzingis and Carmelo Anthony, New York Knicks vs Oklahoma City Thunder (Photo by J Pat Carter/Getty Images)

Dopo questo inizio tremendo, scatta la riscossa degli uomini di Jeff Hornacek: arrivano le larghe vittorie contro Nets e Cleveland (con un primo e un terzo quarto assolutamente devastanti per i KP & co., oltre ad un 13/28 dal perimetro totale di tutto rispetto), contro i Cavs Hardaway Jr. chiuderà con 34. La partenza forte contro Denver (65-43 all’intervallo lungo) non mette al riparo dalle insidie il team di proprietà di Dolan; un parziale di 27-2 – facilitato dalle 10 palle perse solo in quel frangente da NY – riporta sotto la squadra del Colorado e, nonostante un quarto quarto infuocato di THJ (11 punti con tre triple), i Nuggets restano a contatto. Lee e Jack chiudono i conti nel finale sofferto, in un match che vede grande protagonista non solo Porzingis (38), ma anche O’Quinn (15+12).

Dopo le 3 W, arriva una brutta sconfitta interna contro i Rockets; i 31 di Harden e le “bombe” dall’arco di Houston (19/52), uniti ad una pessima prova del backcourt (solo 11 punti per la combo Jack-Lee), portano i blu-arancio sul 3-4. Arrivano però 3 W di seguito a far esplodere di gioia gli appassionati di un Madison Square Garden che ribocca di passione ed entusiasmo come poche altre volte negli ultimi anni; la prima contro Phoenix è firmata dai 37 di Porzingis (con l’aiuto di un THJ da 21 e Beasley e McDermott preziosi off the bench) ed i Suns si devono arrendere nonostante un Devin Booker da 34 segnature. Contro Indiana l’unicorno ne mette a referto 40 (+6 stoppate) mentre Ntilikina mette a segno la tripla del momentaneo pareggio al termine di una prova tutta sostanza (e colmando un deficit di -19). Contribuisce anche THJ con 16 punti pesantissimi. Contro gli Hornets, Porzingod ne segna 28 (fra cui la tripla del temporaneo pareggio). I 20 di un McDermott in grande forma e un 12/25 dall’arco di squadra fanno il resto.

Con KP indisponibile, la trasferta in casa Magic è proibitiva e puntuale arriva la sconfitta, nonostante i 26 di THJ. L’esterno contro i Kings imbrocca una serata negativa al tiro (solo 4 punti) ma ci pensano “Three 6 Latvia” (34) e Lee (20) a firmare il successo. Nella tiratissima e nervosa sconfitta contro i Cavs – che nell’ultimo quarto ribaltano il match con un parziale di 43-25 trascinati da un Korver da 19 punti solo in quella frazione – la principale arma offensiva è stranamente impreciso (20, con 7/21 dal campo) e non bastano le doppie doppie di Hardaway Jr. (28 +10) e Kanter (20+16). La rimonta contro i Jazz nell’ultima partita disputata al momento suggella la stagione Knicks; in questo match oltre al figlio d’arte (26 totali), KP ha fatto registrare 22 punti.

Enes Kanter, New York Knicks vs Cleveland Cavaliers
Enes Kanter, New York Knicks vs Cleveland Cavaliers (Photo by David Liam Kyle/NBAE via Getty Images)

Focus On… The Unicorn & The Knicks – The Starters

Il rendimento di Kristaps Porzingis è chiaramente alla base di questa ottima partenza; il lungo ha beneficiato della partenza di uno scorer mangiapalloni come Carmelo Anthony (nelle cui mani la palla spesso ristagnava per poi concludere l’azione con ISO frequenti e non sempre fruttifere) e si sta imponendo ai vertici delle classifiche come terzo stoppatore (2.15 a match, dietro solo ad “Air France Gobert” e KD) della NBA e soprattutto come terzo scorer dell’intera lega (28.9 di media), superato solo da Harden (30.7) e da The Greek Freak (30.6).

Il fenomeno di Liepaja oltre ad essere il miglior rim protector della squadra tira da fuori con il 40%, arma totale, se ce è una, visto che alla pericolosità perimetrale aggiungiamo un armamento di movimenti in post difficilmente arginabili ed un fadeaway che scomoda paragoni importanti (da Wunderdirk ad uno con il 24). KP si conferma un giocatore molto solido, con una pulizia tecnica ed un’eleganza assolutamente baltiche unite ad una visione di gioco non egoista, nonostante sia il logico primo finalizzatore di squadra. I malumori estivi sembrano alle spalle per la stella europea.

Kristaps Porzingis
Kristaps Porzingis (Knicks.com)

Il veterano Jarrett Jack prova per quanto possibile a dare ordine ad una manovra che nelle prime due partite era sembrata piuttosto anarchica con Sessions. Alla 13esima stagione in NBA JJ – con contratto non garantito – sta provando a disputare un anno convincente per provare a strappare un ultimo sostanzioso ingaggio, non necessariamente a NYC. Al momento è il miglior passatore della squadra (5.4 a match), ma nonostante qualche buona prova (8+5 contro i Nets, i 10 passaggi vincenti con Denver) una squadra non può dipendere da una guardia adattata a play.

La guardia Courtney Lee deve fungere da prezioso equilibratore difensivo per coprire le incursioni di Jack e quelle più frequenti di THJ; sempre pronto a rubare palla (1.4 a gara) è dirottato spesso sull’esterno avversario più pericoloso, non dimenticando di colpire (con 11.6 di media è la seconda miglior stagione in carriera per lui ed è il migliore dai 7.25 fra i Knicks con un minutaggio sopra i 20: per lui la 3FG% è di .472 ) e prova spesso (2.8 assist, miglior dato in carriera) a servire il compagno meglio piazzato.

Tim Hardaway Jr, figlio d’arte dell’eroe del Run-TMC, ha un pesantissimo contratto da più di 70 mln di $ in 4 anni da onorare. L’ex Michigan è il secondo marcatore dei Knicks (17.8) ma continua ad avere una shot selection molto dubbia e delle letture affrettate e rivedibili. Non sono mancate certo ottime (sopra i 15 punti in almeno 8 occasioni) e decisive  prestazioni come quelle riportate più su e anche una discreta applicazione difensiva ma, dopo i due anni in esilio ad Atlanta, questo giocatore sembra destinato a restare confinato ancora fra gli shooter rompi-sistema che tirano per le mani qualsiasi cosa pur avendo la potenzialità per poter crescere come comprensione del gioco.

LeBron James and Enes Kanter, Cleveland Cavaliers vs New York Knicks
LeBron James and Enes Kanter, Cleveland Cavaliers vs New York Knicks (Photo by Elsa/Getty Images)

Il centro turco Enes Kanter sta disputando una buona stagione: pronto a colpire dal post, grazie alla fluidità di movimento, rimbalzista con ottimo tempismo su eventuali errori dei compagni dall’arco, di recente ha preso le difese del rookie francese Ntilikina che era stato affrontato in maniera piuttosto dura – e non esattamente coraggiosa, visto la differenza di tonnellaggio – da LBJ nella sconfitta patita pochi giorni fa nel rematch contro i Cavs. Dopo la difesa sul campo, un tweet significativo riportato da Slam Magazine ha fatto amare ancora di più l’ex OKC in una città che lo ha praticamente adottato. In pratica per il turco a New York esiste solo un re, che certo non è James, ma ha il #6. La stagione del lungo è certamente positiva (14+10.5 rimbalzi a partita); si prende i suoi tiri comodi vicino al ferro e lascia lo spazio (.647 di eFG%, migliore della squadra) e le principali responsabilità offensive a KP e THJ.

Focus On… The Unicorn & The Knicks – Off the bench

Chi aveva seguito poco Frank Ntilikina può essere rimasto sorpreso del positivo avvio di stagione del rookie; l’ex Strasburgo si sta rivelando una  delle più belle sorprese dei Knicks in questo avvio di stagione. La sua applicazione difensiva è ragguardevole, sia in opposizione all’attaccante che nel lavoro sulle linee di passaggio. Le 6 palle rubate contro i Cavs sono un record per un esordiente in blu-arancio (ultimo Mark Jackson nel 1987). In questo momento solo Paul George e Russell Westbrook lo precedono nella classifica delle rubate a gare (2 per lui), senza contare le numerose deviazioni. Da un punto di vista offensivo non prova quasi mai ad attaccare il ferro, anche per questioni fisiche (86 kg per the Frenchise).  Regista lucido e che bada al sodo, ha una mano educata e il giusto tempismo per tirare dall’arco anche se la % dai 7.25 (.228) non la premia, al momento. Ma il ragazzo sembra avere buoni margini di miglioramento.

L’ala piccola Doug McDermott dopo gli anni di speranze disilluse fra Chicago e OKC sembra aver trovato un buon equilibrio in uscita dalla panca: sempre pericoloso dal’arco (.400), si prende i giusti tiri senza forzare e nelle vittorie contro Nets, Phoenix, Denver e Charlotte ha lasciato il suo marchio sulle partite. La guardia Ron Baker si sta applicando molto nella sua metà campo senza disdegnare qualche bomba dal perimetro; nonostante una stagione tormentata da problemi fisici (solo poche presenze per lui)  l’ex Wichita State – amato o poco considerato da diversi seguaci NBA  solo in virtù di un aspetto alla “That 70s Show” – è in realtà un giocatore vero, solido e di buon IQ cestistico. Il rookie Damyean Dotson (SG) sta dimostrando una buona predisposizione a prendersi tiri ad alta percentuale; si è potuto mettere in mostra principalmente nei garbage time, ma ha una buona mano e ha una shot selection curata. Nella larga W contro i Kings sono stati ben 14 punti quelli refertati per l’ex University of Houston.

New York Knicks
New York Knicks (Knicks.com)

Fra i lunghi “B-Easy” Michael Beasley e Lance Thomas hanno come compiti principali quelli di far rifiatare il lettone e contestualmente provare ad allargare il campo per colpire dalla distanza e favorire gli inserimenti in area degli esterni; Beasley ha inciso soprattutto contro i Suns (11 pts.), mentre Thomas si è ben disimpegnato nella vittoria contro Charlotte (10 pts).  Più consistente nella 2nd unit il ruolo di Kyle O’Quinn; deve sobbarcarsi il lavoro difensivo sotto le pance, mentre contestualmente deve sfruttare tiri ed appoggi facili al tabellone e provare a riaprire sugli esterni. Le cifre (6.1 pts, 2.1 ast e 1.2 rubate a partita) testimoniano il suo buon lavoro.

Ramon Sessions dopo aver giocato da titolare nelle prime tre sconfitte ha riassaggiato il campo solo nella L contro Houston. L’ex lacustre di qualche tempo fa conferma le sue doti di passatore ma il suo poco utilizzo potrebbe non essere dovuto al fatto che a breve i Knicks possano tagliarlo per far posto al rientrante Joakim Noah: il veterano francese dovrebbe tornare presto disponibile dopo la sospensione per 20 gare imposta dalla NBA per violazione delle politiche anti-droga. Tuttavia il 15esimo posto a roster già è stato liberato con il taglio del lituano Kuzminskas, che in stagione ha giocato solo due minuti nel match contro i Magic. E’ invece finito ai margini della rotazione il talentuoso lungo spagnolo Willy Hernangomez che, anche a causa di qualche problema fisico di troppo, in questo momento non ha la piena fiducia di Hornacek.

Focus On… The Unicorn & The Knicks – Stats & Numbers

KP e i suoi compagni stanno progressivamente abbandonando i principi della TPO che ha “provato” a caratterizzare gli anni dell’era Jackson: il sistema di gioco è in continua evoluzione e si prova a raggiungere il giusto equilibrio per mettere in ritmo i tiratori, ma soprattutto capire come rifornire al meglio l’unicorno (che non ha comunque problemi a creare il tiro dal palleggio) sia sugli scarichi che sotto canestro; inoltre Hornacek chiede di continuare a provare ad alzare il ritmo (il pace è di 96.3, 24esimo su 30).

Doug McDermott, Washington Wizards vs New York Knicks
Doug McDermott, Washington Wizards vs New York Knicks (Knicks.com)

Al momento sono 14esimi in attacco su 30 per punti segnati (106), ma sesti per ORtg, ovvero il numero di punti  (110.1 in questo caso) segnati in media per 100 possessi; nel 2016/17 questo dato era di 107.7.  I Knicks sono fra le squadre che segnano più in pitturato (settimi con 46.9 marcature a partita) mentre, nonostante la presenza di diversi buoni tiratori da tre a roster, occupano le ultime posizioni per punti segnati a partita dal perimetro (25.5, 27esima franchigia) e 3P% (24.1, 28esimo dato).

Grazie ai lunghi che coprono bene per il campo e si fanno trovare pronti in contropiede ci si aspetterebbe un gran risultato per i fastbreak points, mentre invece sono solo 5.9 i punti segnati in questo frangente. Nel quarto periodo sono fra le squadre che si infiammano più: 27.6 punti in questa frazione; New York vince una partita ogni due fra quelle che si concludono in volata. La eFG% complessiva è di .528, nona in tutta la NBA.

I newyorkesi sono ottavi nella NBA per assist a partita (23.1), mentre perdono o si fanno rubare/intercettare 16.1 palloni a partita. Il team non brilla particolarmente per palle rubate (7.3 a match) e stoppate (4.7), dove sono rispettivamente 24esimi e 16esimi. La difesa non brilla particolarmente, ma 47.4 punti a partita su tiri da due degli avversari sono il dato top di tutta la NBA (seconda OKC, con 50.3). Da contraltare purtroppo per i Knicks la difesa sull’arco; con 38.8 punti concessi dai 7.25 a partita, Hornacek vede la sua squadra sul fondo di questa speciale classifica. Migliori nel difendere il pitturato (37.6), concedono solo 9.5 punti a partita in contropiede ai rivali. Rispetto allo scorso anno migliorato anche il DRTG (108.7 vs. i 111.5 del 2016/17).

Focus On… The Unicorn & The Knicks – In the end…

Nonostante una stella di valore indiscusso e indiscutibile come Porzingis era previsto che i Knicks languissero nei bassissimi fondi della NBA e già molti appassionati – non solo tifosi della squadra del GM Scott Perry – immaginavano la caccia aperta a Luka Doncic, sogno proibito ad oggi di molti team in rebuilding.

Enes Kanter, Detroit Pistons vs New York Knicks
Enes Kanter, Detroit Pistons vs New York Knicks (Photo by Nathaniel S. Butler/NBAE via Getty Images)

La classifica e l’avvio di stagione fanno immaginare di più per New York. Ma realisticamente se a Godzingis non viene affiancato un playmaker affidabile e vero il rischio è che gli Hornacek Boys si troveranno in lotta per un posto ai play-off (non è detto che riescano però a raggiungerli), ma nella scomodissima posizione di essere troppo su per tankare spudoratamente e dare la caccia alle top pick.

Personalmente mi farebbe piacere vedere per la prima volta ai play-off uno splendido giocatore come il #6.  Dopo il 4-2 patito nel 2012/13 contro i Pacers di Paul George, West e “Born Ready” Lance Stephenson, sarebbe bello rivedere i Knicks in un MSG energico, elettrico e traboccante di passione come quello di quest’anno nel palcoscenico più prestigioso della NBA.

 

Alessio Mannarelli

 

News, analisi e commenti sulla stagione NBA 2017/18 nella sezione dedicata at #b9h.

One thought on “Focus On… The Unicorn & The Knicks

Comments are closed.

Top